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CIRCOLARE MSP ITALIA

Si rammenta che, come da regolamento degli EPS all’Art n. 2 comma 1, tutte le attività formative Attività Formative, (Corsi, stages, convegni e altre iniziative a carattere formativo per operatori sportivi e/o altre figure similari )gli attestati e le qualifiche conseguite al termine delle iniziative

hanno valore nell’ambito associativo dell’Ente fatti salvi i casi in cui l’EPS abbia preventivamente sottoscritto apposita Convenzione con la specifica FSN e DSA e/o aderito ai programmi delle Scuole Regionali dello Sport del CONI operanti sul territorio.

Pertanto tutte le attestazioni conseguite con il MSP Italia, hanno valore solo ed esclusivamente nelle associazioni e/o società che continuo ad avere un rapporto continuativo con l’Ente, e quindi rinnovando annualmente l’iscrizione alla scadenza del loro tesseramento.

 
 
 
 
 

La Federazione Italiana Medici di Famiglia ha diffuso il Decreto firmato l’8 agosto u.s. dal Ministro della Salute a mezzo del quale si approvano le “Linee guida di indirizzo in materia di certificati medici per l’attività sportiva non agonistica”.

L’art. 42-bis del D.L. n. 69/2013 (c.d. “Decreto del Fare”) – convertito dalla L. n. 98/2013 – aveva infatti disposto che gli esami clinici e gli accertamenti da compiere per l’idoneità all’attività sportiva non agonistica avrebbero dovuto conformarsi a delle linee guida ministeriali che sono giunte esattamente ad un anno di distanza.

Il D.M. dispone che detti certificati possano essere rilasciati dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta (relativamente ai propri assistiti), dagli specialisti in medicina dello sport e dai medici della Federazione Medico Sportivo Italiana.

Ai fini del rilascio del certificato con validità annuale, oltre all’anamnesi ed esame obiettivo completo di misurazione della pressione arteriosa, è necessario in ogni caso avere effettuato un elettrocardiogramma a riposo almeno una volta nella vita. Va effettuato comunque con cadenza annuale un elettrocardiogramma basale in caso di superamento dei 60 anni di età ed in presenza di altri fattori di rischio cardiovascolare così come, indipendentemente dall’età, in caso di patologie croniche conclamate comportanti un aumentato rischio cardiovascolare.

Il medico certificatore può, comunque decidere di avvalersi di una prova da sforzo massimale e di altri accertamenti mirati avvalendosi, se del caso, della consulenza di un medico dello sport o altro specialista.

I medici sono tenuti a conservare copia dei referti e di tutte le indagini diagnostiche eseguite in conformità alle vigenti disposizioni e comunque per la validità del certificato.

Si rileva da ultimo, ma non certo per importanza, che il provvedimento riporta la stessa definizione di attività sportiva non agonistica (e di necessità di certificazione) già presente nel D.M. 18/02/1981 e nel D.M. 24/04/2013. é, dunque,definita come tale l’attività di coloro che svolgono attività organizzate da associazioni e società sportive riconosciute dal CONI che non siano considerati atleti agonisti.  Ferma la specifica certificazione richiesta per attività ad elevato impatto cardiovascolare, tale enunciazione sembra lasciare poco margine al riconoscimento di attività ludico-motorie – come tali non rientranti nell’obbligo di certificazioni – all’interno di FSN, DSA, EPS riconosciuti dal CONI.

 

Nuoto, calcio, palestra: quando serve il certificato medico per l’iscrizione dei bambini

I genitori si apprestano a iscrivere i figli in piscina, a calcetto o in palestra per una salutare attività sportiva. E la domanda a cui tutti stanno cercando una risposta è: serve o no il certificato medico? Cerchiamo di fare un po' di chiarezza, grazie alle Linee Guida del Ministero della Salute

 

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Sta succedendo proprio in queste settimane: molti genitori si apprestano a iscrivere i figli in piscina, a calcetto o in palestra per la frequenza di una salutare attività sportiva.
la domanda a cui tutti stanno cercando una risposta è: serve o no il certificato medico?
Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza, anche con questa video-intervista del Corriere.it:

 

Ricapitolando: le attività ludico-sportive amatoriali (come l’uso libero di attrezzi in palestra o il nuoto libero in piscina), in base a quanto stabilito dalle nuove Linee guida del ministero della Salute, non richiedono la certificazione, che è facoltativa e non obbligatoria, come stabilito dal Decreto legge 69 del 2013 e confermato da una nota interpretativa del Ministero.

Eppure, negli studi dei medici di famiglia, i pazienti continuano a chiedere la certificazione che molte strutture pretendono, altrimenti l’iscrizione viene rifiutata.
Una spesa che va dai 30 ai 50 euro e che non avrebbe dovuto più pesare sulle taschedegli italiani, nelle intenzioni del legislatore. E a questi si potrebbe anche aggiungere il costo visita specialistica, arrivando anche a spendere sui 100 e i 150 euro, una cifra che rischia di scoraggiare i cittadini facendoli rinunciare all’attività sportiva.

CHI DEVE FARE IL CERTIFICATO?
Le Linee Guida del ministero stabiliscono che il certificato è obbligatorio per chi (ragazzi, alunni, studenti) svolge attività fisico-sportive parascolastiche, organizzate cioè dalle scuole al di fuori dall’orario di lezione; per chi fa sport presso società affiliate alle Federazioni sportive nazionali ed al Coni; per chi partecipa ai Giochi sportivi studenteschi nelle fasi precedenti a quella nazionale.
Quindi, i vari corsi di calcetto, basket, rugby, karate, judo, nuoto o ginnastica artistica sono tra quelli per i quali serve la certificazione quando, come accade in genere, le strutture che li organizzano sono affiliate alle Federazioni di competenza che consentono poi anche lo svolgimento delle gare non agonistiche.

 

QUANDO IL CERTIFICATO È FACOLTATIVO?
Per tutti i corsi seguiti in proprio e finalizzati al mantenimento del benessere psico-fisico non è necessario il certificato. Qualche esempio? Chi frequenta corsi privati di fitness, come l’aerobica o la sala pesi, il nuoto libero, la danza, lo yoga, il pilates e la ginnastica posturale è esentato dall’obbligo di certificato medico. Stesso discorso per i bambini in età prescolare che si avvicinano al nuoto con giochi in acqua.

 

CHI RILASCIA IL CERTIFICATO?
Per ottenere il rilascio del certificato è necessaria l’anamnesi e l’esame obiettivo con misurazione della pressione e di un elettrocardiogramma a riposo effettuato almeno una volta nella vita. Le Linee guida stabiliscono che per chi ha superato i 60 anni di età associati ad alti fattori di rischio cardiovascolare, è necessario un elettrocardiogramma basale debitamente refertato annualmente.
Anche per coloro che, a prescindere dall’età, hanno patologie croniche conclamate che comportano un aumento del rischio cardiovascolare è necessario un elettrocardiogramma basale debitamente refertato annualmente. Il medico può prescrivere altri esami che ritenga necessari o il consulto di uno specialista.
rilasciare il certificato può essere il medico di medicina generale, il pediatra, il medico specialista in medicina dello sport, ovvero i medici della Federazione medico-sportiva italiana del Comitato olimpico nazionale italiano (Coni).

 

Questo perché molte palestre e piscine sottoscrivono assicurazioni che rispondono solo dietro la presentazione di un certificato medico, che a questo punto per la struttura diventa necessario”, spiega Gianfranco Beltrami, medico sportivo, presidente della Commissione Medica e Antidoping. “Sotto il profilo della sicurezza e della salute sarebbe certamente più opportuno fare comunque una visita medica, ma certamente per attività ludico-motorie l’intenzione del ministro era quella di evitare un costo per il cittadino.

Alla fine, per essere più tranquilli, i genitori preferiscono comunque che il bambino sia visitato dal pediatra prima di iniziare uno sport, ma perché il certificato abbia un senso e non sia solo un pezzo di carta, il medico dovrebbe sapere qual è l’effettivo carico di lavoro a cui il paziente sarà sottoposto.

 
 

 

 

 

20 gennaio 2016: scatta l'obbligo del defibrillatore per le società sportive

Dal 20 gennaio 2016 tutte le società sportive, anche dilettantistiche, dovranno disporre di un defibrillatore semiautomatico (DAE o AED) e di personale adeguatamente formato durante le partite e gli allenamenti (Decreto Balduzzi).

Chi è soggetto all'obbligo di presenza del defibrillatore e di personale formato?

Tutte le associazioni e società sportive, anche dilettantistiche, ad eccezione di quelle "che svolgono attività sportiva con ridotto impegno cardiocircolatorio, quali bocce (escluse bocce in volo), biliardo, golf, pesca sportiva di superficie, caccia sportiva, sport di tiro (lancio del piattello, tiro con l'arco, ecc.), giochi da tavolo e sport assimilabili".

Quante persone devono essere formate?

La normativa non pone vincoli numerici, ma deve essere garantita la presenza di personale formato sia durante le partite, sia durante gli allenamenti.

Ad esempio, potrebbe essere sufficiente, per assolvere agli obblighi di legge, formare solo l'allenatore (se la sua presenza fosse garantita durante tutte le attività).

E' comunque consigliabile formare un gruppetto di persone, composto ad esempio da allenatori e assistenti, dirigenti e qualche giocatore, in modo da garantire sempre la presenza di almeno una persona formata.

Quali sono i soggetti autorizzati ad erogare la formazione BLSD?

Purtroppo ci sono molti soggetti di formazine, più o meno seri, che propongono pacchetti di formazione a basso costo (non sempre...), ma non hanno i requisiti previsti dalla legge per poterlo fare. Il risultato? Questi corsi non sono validi e poi bisogna rifare tutto.

Nella scelta del corso di formazione per i vostri addetti verificate che:

  • il centro di formazione segua le linee guida internazionali AHA o ERC;
  • il centro di formazione appartenga ad una didattica la cui qualità sia riconosciuta (come ad esempio l'American Heart Associatio, che ogni anno forma 13 milioni di persone in tutto il mondo). Diffidate di chi si improvvisa centro di formazione BLSD!
  • il centro di formazione sia accreditato nella Regione o Provincia Autonoma dove si svloge l'attività sportiva;
  • gli istruttori siano certificati e riconosciuti dalla Regione / Provincia Autonoma (alcune Regioni / Provincie Autonome, come quella di Trento, ad esempio, hanno un albo degli istruttori autorizzati, generalmente disponibile online).

Chi deve acquistare il defibrillatore?

Il defibrillatore deve essere presente e può essere acquistato dalla società sportiva, da un gruppo di società sportive o da chi gestisce l'impianto sportivo (in questi ultimi due casi, il defibrillatore può essere condiviso tra più società sportive che condividono gli stessi spazi per le proprie attività).

In ogni caso, ciascuna società sportiva deve assicurarsi (e ne è responsabile) della presenza del defibrillatore e di personale formato.

Dove deve essere installato il defibrillatore?

Lo strumento salvavita deve essere facilmente e rapidamente accessibile da tutte le aree dell'impianto sportivo. In caso di necessità, una persona dovrebbe riuscire a recuperarlo e metterlo a disposizione del soccorritore in non più di 2 minuti.

E se l'attività è itinerante?

In questo caso il defibrillatore deve essere presente durante lo svolgimento dell'attività, ovvero dovrà essere presente nel luogo e nel momento dello svolgimento dell'attività.

Quale defibrillatore scegliere?

Ci sono diversi modelli con caratteristiche più o meno simili. Nell'acquisto, le cose da considerare sono:

  • costo di acquisto del defibrillatore (non deve essere l'elemento decisivo, ma se scegliete un AED tra quelli dei produttori più conosciuti, anche il prezzo può avere un peso nella scelta);
  • eventuali costi di manutenzione (attenzione al costo degli elettrodi e della batteria, al periodo di garanzia e alle relative coperture, ecc.)
  • grado di protezione IP (per le attività all'aperto, nelle spiagge o nelle piscine, scegliete un AED con un grado di protezione IP uguale o superiore a 56).

E se non mi adeguo?

Non ci sono ancora sanzioni specifiche per l'inosservanza di questa normativa, ma recentemente, in un caso di morte per arresto cardiaco in un impianto sportivo, il presidente della società sportiva (in questo caso di professionisti, per i quali l'obbligo è scattato diversi mesi fa) è stato rinviato a giudizio per omicidio colposo.

 

Per maggiori iformazioni, non esitare a contattarci: formazione@outsphera.it

Oltre ad offrirti un corso BLSD di qualità, ti aiuteremo anche nella scelta del defibrillatore.

 

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